Crouch End

Se siete fan di Stephen King e di Lovecraft sapete probabilmente che nell’antologia Incubi e Deliri c’era un racconto (Crouch End, appunto) in cui il re dell’Horror si dilettava a fare apparire nell’omonimo quartiere di Londra un po’ di personaggi tratti dall’immaginario del maestro di Providence. Ebbene, forse vi interesserà sapere che l’analogo episodio nella serie TV Nightmares and Dreamscapes – pur con tutti i limiti che qualche volta possono avere le produzioni TV – non è affatto male. Lo svolgimento è parzialmente “girato” rispetto a quanto proposto da King nel racconto, nel senso che, fatto salvo un brevissimo momento di introduzione, tutto è mostrato con gli occhi della coppia che si trova a girare per una Crouch End “shiftata”, mentre, se non ricordo male, nel racconto la vicenda era proposta come dialogo, narrata dalla moglie ai poliziotti.

Questo comunque aiuta a tenere alto il ritmo e alla fine i quaranta minuti di girato si rivelano essere abbastanza “potenti” da far suscitare più di un brivido, mentre la realtà si spezza progressivamente e l’elegante coppia di sposini inizia a trovarsi di fronte nemici impossibili da sconfiggere. I punti deboli (certe scelte di regia che affidano ad effetti video il compito di alzare la tensione e qualche effetto speciale troppo plasticoso) non tolgono a questo episodio (uno di otto) il valore che gli deriva dalla narrazione (in questo caso neppure troppo originale, ma qui è appunto l’arte che sa come rendere valido anche ciò che potrebbe essere cliché) di Stephen King.

L’Ombra del Duomo – i film

Giovedì 17 giugno alle 18 alla biblioteca Crocetta presentazione dei corti realizzati dai partecipanti ai corsi Ombre corteAzione.
I video sono ispirati a due racconti tratti dalla raccolta l‘Ombra del DuomoBaby blue di Giovanni SofoStrutture di Marco Giorgini.

FlashForward – Robert J. Sawyer

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Anche se a causa degli ascolti la serie TV è stata purtroppo sospesa credo che in tanti (appassionati di fantascienza) abbiano ritenuto FlashForward una delle più interessanti produzioni di questo periodo (a mio parere solo un po’ meno bella di Fringe, ma parecchio di più del remake, cmq molto interessante, Visitors)

Forse non tutti sanno però che dietro questo serial c’è un libro, uscito anche in Italia alcuni anni fa, scritto dal canadese Robert Sawyer (che, tra le altre cose, ha vinto un premio Nebula, un premio Hugo eccetera eccetera, giusto per darvi un’idea del personaggio se già non lo conoscete), ma che questo libro non è che l’idea di fondo di quanto abbiamo visto e apprezzato in TV. Intendo cioè, che questo romanzo contiene solo alcuni dei topoi presenti nella serie tv – e che tutto il resto (il tanto resto) è stato sviluppato (anche insieme all’autore) dai sceneggiatori.

Non che nel romanzo non ci sia un di più (ci sono vari spunti sulla meccanica quantistica piuttosto interessanti, e il finale, che richiama parecchio Clarke, per quanto non mi sia piaciuto troppo ha elementi tutt’altro che banali), ma sappiate che:

– non ci sono i cattivi, non c’è nessuna cospirazione globale. Non c’è l’FBI o la CIA (quindi niente Mark “Shakespeare in Love” Benford o D. Gibbson).

– la vicenda riguarda il CERN ed è europea-centrica

– Mosaic (il sito web) è presente sia nel libro sia nel telefilm (è però stato messo in piedi dal CERN, non dall’FBI).

Loyde Simcoe non lavora con il canadese Simon Campos ma con un greco (Theo Procopides) ed è questo greco che non avendo una premonizione scopre che sarà morto nel momento futuro che tutti hanno visto

– il salto di coscienza temporale (che nella serie è di sei mesi) nel libro è di circa 21 anni (e questo è abbastanza da solo per ribaltare i ritmi della storia).

– durante il blackout globale tutte i sistemi di registrazione audiovideo non hanno funzionato (quindi nessun suspect zero o simile). E questo aspetto non è “neutro” sulle teorie che ci sono nel libro.

Che dire? È stato piuttosto interessante leggere il libro DOPO la fine della serie – e vederne le differenze, come storia, personaggi e approccio. Contrariamente a quello che di solito capita nei film, dove l’adattamento tra carta e video è a sfavore del video (non sempre, chiaro, ma un libro di 300 pagine può essere complesso da trasformare in un film di un’ora e mezza), qui il passaggio tra le 300 pagine circa e le 22 puntate da 45 minuti (tra l’altro l’idea non credo fosse proprio quella di fermarsi a 22 puntate…) ha fatto esplodere diramazioni di vario tipo, quasi tutte molto interessanti.

E, ammetto, deve essere davvero bello potere lavorare a un progetto del genere (espandere una storia – complessa – per trasformarla nella sceneggiatura di un serial, e non di un film).

In Italia, ora che ci penso, forse una cosa del genere è capitata con l’ottimo Romanzo Criminale (io ho letto il libro e visto il film – che però non ho apprezzato troppo – ma non ho visto il serial, di cui in molti parlano davvero bene…)
Qualcuno di voi mi sa dare qualche info su come è stata espansa la trama?

L’ombra del Duomo – i film

Giovedì 17 giugno alle 18 alla biblioteca Crocetta, Zona Holden presenta i corti realizzati dai partecipanti ai corsi Ombre corte e Azione.
I video sono ispirati a due racconti tratti dalla raccolta
l’Ombra del Duomo: Baby blue di Giovanni Sofo e Strutture di Marco Giorgini.

Qui il volantino ufficiale in PDF.

Sculptris

Se siete anche solo curiosi del mondo della modellazione 3D vi consiglio un bel programma (free) che fa l’occhiolino a zBrush : Sculptris, di DrPetter. E’ ancora un work-in-progress ma già ora funziona davvero bene e ha già features tutt’altro che abbozzate.
Lo trovate a questo indirizzo: http://www.drpetter.se/project_sculpt.html

WordPress e Live Writer…

WordPress & Live Writer

…qualcuno là fuori sa per caso come mai il fantastico Live Writer da qualche tempo mi fa l’upload dei post SENZA < e > (quindi senza neppure un pezzetto di HTML funzionante, compresa la formattazione, i paragrafi e le immagini) mentre prima andava che era una meraviglia? Mi verrebbe quasi da pensare che il problema di wordpress – ma ho provato il 2.5, il 2.9.2 e l’ultima beta (3.0) e la cosa sembra costante. Che cosa è successo?

Piccolo aggiornamento: non sembra dipendere da Live Writer – lo stesso problema mi capita con Qumana… mah.

Android su iPhone 2G

iboot

Questo weekend – non sapendo che in seguito avrei litigato a morte, perdendo, con WordPress & Microsoft Live Writer e che quindi mi sarei pentito del tempo impiegato per questa cosa – ho deciso di ricordare a me stesso quanto fossi geek, valutando astuto investire qualche ora per installare Android sul mio iPhone 2G.

A scatenare in me questo strano desiderio è stato un bell’articolo su iSpazio.net – che ne descriveva i passaggi (articolo tra l’altro traduzione di un pezzo scritto per PCWorld) – mostrando quanto questa operazione fosse in realtà alla mia portata: si trattava infatti “solo” di scaricare file qua e là dalla rete, e lanciare un po’ di comandi da terminale dentro a Ubuntu.

Non starò ovviamente qui a ripetere gli step, ma, nel caso voleste anche voi provare a fare altrettanto, mi permetterò piuttosto a dare qualche dettaglio e commento di contorno.

Perché, ad esempio, dal mio punto di vista NON era affatto chiaro a cosa questa operazione avrebbe portato. Cioè, vale la pena installare un dual boot sul proprio iPhone per avere anche Android?

A posteriori direi che la risposta è NI. Cioè, Android, sul mio 2G va troppo piano (almeno allo stato attuale) da essere una valida alternativa al suo sistema operativo di base e molte delle sue funzionalità non sono accessibili (suppongo per problemi dovuti al fatto che il porting non è ancora completo – e questo era comunque chiaro). Tra l’altro, Android non mi spegne lo schermo, scalda apparentemente parecchio e scarica la batteria più in fretta di iPhoneOS (ma questo magari dipende anche solo dallo schermo).

Rimane comunque qualcosa di curioso da provare, e se siete anche voi un po’ technocuriosi questo può essere un motivo sufficiente per fare il tentativo. Anche perché non sembra ci siano rischi particolari (almeno se si seguono attentamente le istruzioni) e alla fine – avendo un dual boot – si può cmq lavorare con iPhoneOS senza problemi. Notare: tutto viene montato sulla configurazione corrente (se avete un cell già in uno stato jailbroken – con un firmware precedente alla 3.13) quindi non si perde nulla (applicazioni, contatti o altro) a parte un po’ di tempo e di spazio sul dispositivo.

In teoria dovrebbe essere agevole anche la disinstallazione del tutto – ma quella non l’ho ancora provata (aspetterò di aver fatto vedere la cosa a un po’ di amici, prima di valutare un secondo intervento sul cellulare).

Note varie:

– io ho letto la guida di ispazio – ma ho seguito quella di PCWorld. Dal mio punto di vista su quella in italiano c’è un errore (un nome di file sbagliato) quasi all’inizio e, per non dovermi pentire dopo, ho preferito basarmi sull’originale. Magari l’errore su ispazio non c’è – o magari dipende da un file diverso che ho scaricato, chissà. Ma se avete dubbi tenete magari aperti entrambi i siti e leggete tutto da entrambe le parti.

– Ubuntu, 32bit. Davvero. Io ho pensato che quel dato non fosse importante, ma mi sbagliavo. Una parte dei pacchetti è a 32bit e su Ubuntu questo vuol dire che NON girano – perché vi mancano delle dipendenze (libusb, per esempio). Il primo dei due file è utilizzabile anche a 32bit se installate le ia32 (cosa che sotto linux si fa facilmente) ma il secondo dei due eseguibili proprio non sono riuscito a farlo partire. Quindi sono dovuto andare di liveCD (che per quel che ho visto è a 32bit) anche se avevo già una installazione a 64bit

– a partire, Android, ci mette un po’. Non andate in panico e aspettate. Se cmq andate in panico, nessun problema. Mentre parte potete cmq spegnere il cellulare (con i due pulsanti premuti per un po’) e potete tornare al boot. Non succede nulla – o meglio, a me non è successo nulla.

– da me Android mi vede il WiFi – ma non sono riuscito ad usare internet. Magari voi siete più fortunati. Io cmq riproverò – perché magari ho solo dimenticato qualcosa da qualche parte. Ah – il mio 2G manda e riceve messaggi e fa chiamate e le riceve. Di cose negative ce ne sono cmq varie – tra cui il fatto che touch vada un po’ da panico (è stato divertente mettere la chiave di connessione wifi…), la fotocamera non viene vista.

– ho visto ora che ispazio ha questo nuovo articolo che parla di un sistema automatizzato per l’installazione (da Mac). Quindi magari, se vi va, dateci una occhiata – forse potete evitarvi un po’ di cose manuali.

MarcoGiorgini.com passa a WordPress

Il sito marcogiorgini.com prova ad abbandonare la struttura consueta (creata da me in asp) per passare a wordpress – come del resto è già accaduto per il sito kurtcomics.com. Una scelta molto legata all’esistenza di Windows Live Writer – e alla applicazione WordPress per iphone.
Il sito “tradizionale” rimane comunque, almeno al momento, completamente accessibile all’indirizzo www.marcogiorgini.com/index.asp

Nei prossimi giorni (o settimane) almeno una parte dei vecchi post verrà comunque probabilmente passata nel nuovo formato.

Kahrran’s Way: The Moon between the Trees

The making of
This is just a brief post – to open Kahrran’s Way thread on my site. But what’s that? Well – it’s the first episode of an iPhone fantasy game saga I’m working on at the moment (yes, while I’m waiting for last resources to finish A Skeleton Story – for KF Lab).
We’ll talk about it later on with more details, but just to give you an idea, well, KW want to be a hack & slash kind of game with some RPG elements (you won’t be able to choose your hero – but there are XP points, health, mana and power to deal with).
(main menu)
(three difficulty levels…)
Things are not nearby a release version – but there’s already a lot of stuff so I decided to put some news on-line – despite the fact some elements (even with graphics) are surely going to change (not so many, anyway)

(first two in-game screenshots)
Few notes:
– hud and menu graphics is my production
– hero & enemies of this episode have been bought by me from Wit Entertainment
– trees and some props you see in the game screenshots are from LostGarden and from Jar of OpenGameArt.org. Both sites have a lot of wonderful resources – some of them free to use (public domain or CC)

Parole D.O.C. propone L’Ombra del Duomo

Parole DOC

Parole DOC

Dopo Ombre corte un’altra interessante iniziativa ripunta i riflettori su L’Ombra del Duomo (antologia di genere fantastico pubblicata dalla defunta Larcher Editore alla fine del 2006 di cui sono stato curatore e uno degli autori): anche  Coop Estense ha deciso di dare spazio a questo volume, all’interno del progetto di valorizzazione degli autori locali.
Il libro – ormai inevitabilmente al termine del suo ciclo di vita – non poteva probabilmente avere un commiato migliore. Oltre ad essere disponibile per la vendita da oggi all’interno dei due Ipermercati di Modena di Coop Estense, questa raccolta di racconti avrà il piacere infatti anche di un’ultima presentazione pubblica, che si terrà all’interno de I Portali il giorno 20 maggio alle ore 18.30. Salvo imprevisti a questo incontro saranno presenti anche la maggior parte degli autori, con i quali ci sarà un momento di commento letterario, che toccherà la genesi e gli sviluppi correlati dei vari brani proposti. Se siete in zona, beh, sappiate che siete tutti caldamente invitati a partecipare :-)

Ah, vi ricordo i titoli e gli autori dei racconti contenuti nell’antologia: Dum domini cancer (Roberto Barbolini), I due leoni (Cecilia Randazzo), Ossa (Raffaele Gambigliani Zoccoli), Baby Blue (Giuseppe Sofo), Fantasia dopo il disastro (Dorian Reavers), Il cuore nero della città (Gabriele Sorrentino), Il ritorno del Drake (Gabriela Guidetti), La città sommersa (Stefania Gentile), Strutture (Marco Giorgini), Derive (Christian Del Monte) e L’osso del drago (Eliselle).

La copertina è un opera originale di Andrea Corradini.

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