Arcana (Strutture) – Ombre Corte

Arcana (Strutture)

E alla fine il momento è arrivato :-)

Sono infatti pubblici da ora i due cortometraggi realizzati dai partecipanti del corso Ombre Corte (organizzato dal Servizio Biblioteche di Modena / ZonaHolden, e tenuto da Stefano Ascari) e tra questi c’è Arcana, liberamente tratto dal mio racconto Strutture.

La sceneggiatura è stata composta da  Jonathan Franciosi, Greta Poletta, Francesca Gammetta e Simona Fiorani (con la supervisione di Stefano) e le riprese vedono coinvolti Jonathan Franciosi, Greta Poletta, Francesca Gammetta, Carmine Trovato, Simona Fiorani, Imma De Prisco e Eugenia per i vari ruoli (regia, fotografia eccetera), il tutto dietro la supervisione di Pongo Films.

 Se siete curiosi di vedere cosa sono riusciti a realizzare con i pochi minuti di filmato che avevano a disposzione, potete dare una occhiata a questo indirizzo: http://www.comune.modena.it/biblioteche/holden/moviearcana.htm

Dal sito di ZonaHolden (http://www.comune.modena.it/biblioteche/holden/) potrete poi trovare tutto il materiale prodotto dall’iniziativa (compreso l’ebook, che contiene anche gli storyboard disegnati da Christian Cornia e un’intervista a Rita Charbonnier, che si è prestata come consulente nelle fasi finali del corso), nonché l’altro cortometraggio, tratto dal racconto BabyBlue di Giuseppe Sofo.

Ricordiamo che entrambi i testi (Strutture e BabyBlue, presenti in modo completo nell’ebook del corso) sono tratti dall’antologia di racconti fantastici, ambientati a Modena, L’Ombra del Duomo (Larcher Edizioni)

Un grazie infine al Deus Ex Machina di ZonaHolden, ovvero Walter Martinelli, per il complesso e articolato lavoro di coordinamento dell’iniziativa, che ha reso possibile tutto quanto :-)

Atomic Robo e l’ombra dal tempo ignoto

Atomic Robo e l’ombra dal tempo ignoto

La serie siglata Clevinger / Wegener aveva già dimostrato con le prime due uscite di essere in grado di sopportare il difficoltoso confronto con HellBoy, ma è con questo terzo volume (Atomic Robo: Shadow from Beyond Time) che raggiunge un livello di qualità davvero da primato. Sarà che tra le guest star di questo episodio c’è pure uno stralunato H.P. Lovecraft, sarà che è lovecraftiano il mostro che si muove al di là del tempo e dello spazio, sarà che le battute e le situazioni sono divertenti e brillanti, ma questo è un volumetto da leggere e rileggere più volte. Per godere dello sviluppo sci-fi della storia (per nulla banale), per sogghignare alle spacconerie del robot di Tesla in lotta con uno degli orrori del maestro di Providence e, non ultimo, per notare la cura delle tavole, e l’ottima fattura dell’oggetto in sè (per materiali e per brillantezza dei colori).

The Phantom – SyFy

The Phantom

 

Non so chi di voi si ricorda i fumetti de L’Uomo Mascherato (pubblicato in Italia dai Fratelli Spada negli anni ’70). Io credo di avere avuto tra le mani solo qualche storia con questo protagonista, non rammento se a casa di amici di mio padre, o dal mio barbiere (dove girava anche L’Intrepido), ma allora non sapevo che fosse stata ideato dallo stesso creatore di Mandrake, Lee Falk, e che il titolo originale fosse The Phantom. Quindi quando ho visto che SyFy (nuovo brand di SciFi Channel…) proponeva questa estate una miniserie con questo nome non avevo subito associato la cosa.

Ma che nelle vicende dell’orfano Kit Walker, destinato a lottare contro il male cone il 22esimo fantasma, partendo dalla sua base nella jungla, ci fosse qualcosa di già sentito mi è stato chiaro non appena ho avuto modo di vedere la “tutina” colorata da supereroe che la tradizione voleva lui indossasse per lottare con i cattivi (alla fine il ragazzo ne userà poi un’altra, più tecnologica, che richiama meno l’originale, ma che rende un po’ di più a video), e le mie aspettative, da quello che credevo fosse un film lungo di fantascienza, sono giustamente cambiate.

Il target di questa produzione è quello dei ragazzi, con tanto di personaggi, compreso il nostro eroe, esperti di parkour, ma credo che si possa consigliare la visione anche ai più grandicelli, se accettano, certo, di vedere un film che mixa elementi che oscillano tra Karate KidIron Man. Gradevole, con un sapore retrò, cosa non necessariamente inadatta per seguire le vicende di questo eroe senza superpoteri, nato addirittura negli anni ’30.

The Gates

The Gates

The Gates

In un periodo in cui è un auge tutto quello che parla di vampiri e lupi mannari l’ABC non poteva certo non includere nella sua nuova produzione anche qualcosa con, guarda te, vampiri e lupi mannari. Aggiungendoci comunque altro (streghe, almeno, poi si vedrà), il tutto mixato con tematiche assolutamente teen. L’idea è comunque interessante e il tutto non si presenta necessariamente come qualcosa rivolto solo ai giovanissimi: The Gates è una piccola comunità in cui vivono, insieme a persone normali non a conoscenza della cosa, creature soprannaturali, che hanno accettato di vivere dissimulando al mondo la loro natura. Lo scopo di questo paesino, all’apparenza assolutamente ordinario, è quello di “proteggere” queste creature dal mondo esterno, a patto chiaramente che il loro stile di vita sia più tranquillo possibile. L’arrivo della famiglia di Dylan Radcliff, nuovo sceriffo, in” fuga” da Chicago, porterà più di qualche instabilità in questo sistema collaudato, e le cose inizeranno presto a diventare complesse.
Questo serial, che si colloca a metà di vari generi diversi, mi ricorda parecchio Meadowlands, ma con meno follia e qualche potenzialità in più. Anche se forse l’indiretta concorrenza con Pretty Little Liars – dovuta ad alcune tematiche comuni, non certo per similitudine di trama – potrebbe portare, sulla distanza, qualche difficoltà di tenuta ascolti.

Acqua in bocca – Carlo Lucarelli + Andrea Camilleri

Acqua in bocca

Acqua in bocca

Minimum Fax è riuscita a proporre agli appassionati un piccolo sogno, una di quelle cose a cui giusto pensi quando esplori i limiti del possibile, letterariamente parlando. Ha permesso di realizzare una sorta di fan fiction, ma con gli autori veri. Ha messo su carta una sfida, un gioco, che due maestri italiani (Camilleri e Lucarelli) hanno accettato di svolgere un po’ per noi, loro fedeli lettori, e un po’ anche per i loro personaggi. Facendoli incontrare in quel non luogo che un libro in effetti è, e rendendoli complici di una storia strana e appena un po’ improbabile, che parte con un cadavere con un pesce in bocca, e termina con un ultimo scambio di prelibatezze, tra la Sicilia e Bologna.

E che la vicenda, costruita su scambi più o meno epistolari tra Salvo Montalbano e Grazia Negro, sia una chicca da divorare in un’oretta è una cosa che non va neppure discussa. Ma il bello, il grande, di questo esperimento, al di là del valore dell’istanza-libro, è l’immaginarsi i due autori costruire pian piano lo schema, la mappa, in cinque anni, con calma e tante pause, durante le quali i loro due particolari tutori dell’ordine hanno saputo ricamare dettagli, interpretando il loro ruolo, in un ruolo misto, ibrido, che è il loro, e nello stesso tempo non lo è. Una costruzione su una costruzione. Un gioco di ruolo con due master. Un bel momento, che cresce e diventa meta-letterario, assolutamente da leggere e spulciare. Immaginandosi che altre coppie possano riprovare la cosa, portando altri nostri eroi di carta da qualche parte insieme, come già capita, a volte, del resto con i personaggi di tante serie a fumetti.

 P.S. lo dico senza tema di rovinarvi nulla: c’è pure un capitolo con Coliandro… peccato – tenendo conto che è Salvo che si è spostato al nord – che non siano passati anche Camilla Cagliostri o il commissario Cataldo.

Quacklight – Vampiri fascinosi a Paperopoli

Quacklight

Quacklight

Leggo Topolino da sempre, e sono un abbonato da un discreto numero di anni (più o meno da quando questo giornalino ho iniziato a comprare io, al posto dei miei genitori…) e non di rado capita che qualche storia sia particolarmente sopra le altre come qualità, oppure che, al di là di ogni considerazione di “merito”, semplicemente mi colpisca, parecchio, per qualche motivo.

E, yes, nel numero 2849, il “pezzo” d’apertura (“Quacklight – Vampiri fascinosi a Paperopoli” – del duo Roberto Gagnor e Giorgio Cavazzano) beh, è semplicemente imperdibile. Una parodia brillante e “spietata”, un capolavoro, godibile direi anche per chi non ha letto la saga di Stephanie Meyer e non ha visto i film, a patto di avere amici o conoscenti chiacchieroni che invece l’hanno fatto.

Scoundrels

Scoundrels

Se avete voglia di guardare un bel serial leggero, in cui ritrovare una miriade di facce note, beh, vi consiglio di dare una chance a Scoundrels. Nuova produzione ABC, basato su una serie neozelandese che non conoscevo (credo di non conoscere nessuna serie neozelandese, in effetti), che segue le gesta di una famiglia con una tradizione di piccoli crimini (mai droga, mai violenza, o almeno questa sarebbe la loro regola), il cui capofamiglia “Wolf” (David James Elliott) inaspettatamente finisce alla fine in carcere, condannato a cinque anni.

La moglie, Cheryl (alias Virginia Madsen), con tre figli grandi da gestire, scossa da questa situazione (si aspettavano una detenzione di pochi mesi), e stanca del continuo contatto con la polizia locale, decide di dare una svolta alla vita della famiglia, imponendo a tutti una vita onesta. Ma questo non sarà troppo apprezzato nè da Wolf, nè dal sergente Mack (Carlos Bernand, più noto come Tony Almeida di 24), con tutte le conseguenze del caso. I due episodi trasmessi fino a oggi sono abbastanza divertenti, e i personaggi (anche se incapsulati un po’ in ruoli da macchietta) promettono una certa complessità. Vedremo se questo sarà abbastanza perché la cosa non chiuda dopo qualche altro episodio.

Ah, giusto per cronaca, tra i tanti personaggi che ci fa piacere rivedere possiamo citare l’ex 4400 Patrick Flueger (nel doppio ruolo di Logan e dell’irriconoscibile Cal) e la bella Dina Meyer (che abbiamo avuto modo di apprezzare in parecchie serie, anche solo in questi ultimi anni)

Modena Fantasy 2010 – considerazioni

Foto by Francesca Angelinelli

Una piccola premessa: di questa interessante manifestazione sono stato uno spettatore privilegiato. Privilegiato perché si è tenuta a Modena, la mia città, e in centro, quindi vicino a dove abito. E privilegiato perché, grazie all’amicizia con Cecilia Randall e suo marito, ho avuto l’enorme piacere di poter partecipare ad una sorta di mini-cena di chiusura evento (a base di gnocco, tigelle e lambrusco, come è giusto che sia, in zona), cosa che mi ha permesso di parlare con una parte degli organizzatori e degli autori presenti a questa due giorni di festival.

Della manifestazione in quanto tale non dirò molto – ci sono davvero moltissime foto a disposizione sul web, e anche qualche filmato, tra cui uno corposo dell’incontro clou della manifestazione, quello con Alan D. Altieri – se non che la benedizione del bel tempo ha avuto come contralto il sole a picco, e che un pizzico di pubblicità in più avrebbe probabilmente trasformato già questa prima edizione in quel caos di persone che questi eventi vogliono e possono essere.

Sul resto, beh, non posso che fare tanto di cappello a Iannucci (di MondoLibri) e Fantini, coadiuvati dall’ottimo Alfonso Zabro (di FantasyMagazine, presente comunque ANCHE come autore) e a quanti altri si sono prodigati per riempire la lunga piazza XX Settembre (che per scelta del comune sembra troppo vuota, quando non ci sono cose di questo tipo) di stand e gente. Io ho avuto il piacere di girare ed ascoltare, con qualche amico che si è proposto con un romanzo sotto braccio ad una delle case editrici presenti (perché c’erano case editrici, oltre che scrittori, illustratori e miniature, e queste, chissà mai che siano le occasioni giuste per provare a farsi notare), qualche altro che è passato, con bimbi a seguito, per assistere a qualche presentazione e conoscere (o almeno vedere di persona) questo o quell’autore, e qualcun altro ancora che è solo venuto a cercare gli spadoni medioevali (che però, ahimè, non c’erano…).

Io, lo ammetto, ho solo giracchiato tra le postazioni, per ascoltare. Perché le fiere sono posti strani (con KULT nei primi dieci anni ne abbiamo davvero fatte tante, troppe forse) e il bello, per me, è vedere cosa succede, che dinamiche si formano, che alchimie, tra chi è dietro al banco, o sopra un palco, e chi è dall’altro lato, svogliato o incuriosito che sia.

Per poi vedere queste meccaniche, composte in due lunghe giornate all’aria aperta, cristallizzate nei commenti, nei racconti, nelle parole quasi emozionate della gradevole compagnia serale.

Tra la ventina di persone presenti, non contando ovviamente mia moglie, Cecilia e Lorenzo, la modenese Francesca Poggioli (autrice) e Simonetta (maesta e illustratrice), avevo già avuto il piacere di parlare in passato solo con l’autore de Il mondo delle Radici, Alessio Gallerani (ad un incontro che ho tenuto sull’editoria web ormai millenni fa).

È stato perciò doppiamente gradevole potere scambiare commenti (letterari, tecnici o anche solo enogastronomici che fossero) con Francesca Angelinelli (Kizu no Kuma, per citare giusto uno delle sue opere), Paola Boni (La saga di Amon), Francesca Resta (illustratice), Sandro Paganotti, e  Michela Battocchio e Edoardo Valsesia (di Asengard Edizioni)

Un posto più ampio nella mia scarsa memoria (non fosse altro che per quantità di chiacchiere scambiate, agevolate dalla disposizione a tavola) meritano poi il già citato Alfonso Zambro con Elisa Rava, e Davide Zaramella con Valentina Vecchiato.

Che dire? Di tutti è stato gradevole percepire l’entusiasmo, la volontà di portare avanti una attività o anche solo una passione, e la gioia del riuscire a farlo circondati da gente in qualche modo affine.

Un bel momento, la sera intendo, chiosa perfetta di un evento, il Modena Festival 2010, che ancora una volta ha portato a Modena una porzione di un Italia di cui è lecito, e doveroso, essere orgogliosi.

Povere nullità

Povere nullità

 

La Coconino PressFandango ci propone nel suo recente catalogo una coppia di francesi di tutto rispetto (Baru, alias Hervé Baruléa, insieme al noto scrittore Pierre Pelot) per un’opera davvero intensa: Povere nullità. Una storia breve e dura, tragicamente (quasi) plausibile, in cui troviamo personaggi a perdere, che si muovono in un piccolo paese, simile a tanti. Uno di quei posti, per intenderci, che solletica memorie e timori, che richiama cose che sappiamo avere almeno intravisto da qualche parte, di cui abbiamo, putroppo, letto a volte sui giornali.

E se tutto inizia con qualche ragazzino che tormenta una anziana, che non ha il bagno in casa, e tutto finisce con il figlio, grande, di questa anziana che le monta un lucchetto sul bagno esterno, in modo che sia più tranquilla quando lo usa, ciò che c’è nel mezzo è un circo, un passaggio, in cui un bambino disabile si perde, un orfano, ormai grande, si rende conto che il suo odio per chi lo ha cresciuto in istituto non si è mai sopito, e qualcuno crede di aver visto gli alieni. Tutto passando per quell’orrore del quotidiano e delle vite al margine, che saprà colpire il lettore, nel modo in cui solo l’Arte, con la A maiuscola, riesce davvero fare.

Un opera davvero bella, arricchita da un tratto ambiguo ma senza incertezze, che sorregge egregiamente personaggi e ambientazioni.

Modena Fantasy 2010

Modena Fantasy 2010

Modena Fantasy 2010

Lo sapevate che domani e sabato a Modena, si terrà il Modena Fantasy 2010? E che, giusto per gradire, l’ospite d’onore della manifestazione è ALAN D. ALTIERI (il tutto maiuscolo è d’obbligo)?
L’elenco degli autori presenti è poi lunghissimo: Alfonso Zarbo, Francesca Angelinelli, Miki Monticelli, Fabrizio Valenza, Cecilia Randall, Fabio Cicolani, Marco Davide, Thomas Mazzantini, Alessio Gallerani, Filomena Cecere, Gabriella Mariani, Valentina Capaldi, Demetrio Priolo, Arianna Formentin, Paola Boni, Luca Tarenzi, Manuela D’amore, Antonio Cinti, Alessia Mainardi, Ilaria Trombi, GianAndrea Siccardi, Alice Montanaro e Mauro Fantini.
Che dire? Un appuntamento di rilievo assolutamente nazionale che, se riesce a resistere alle possibili intemperanze del tempo, mi auguro possa davvero dare soddisfazione agli organizzatori.

Per tutte le altre informazioni (compreso il programma completo) vi rimando al sito ufficiale dell’iniziativa:  www.modenafantasy.com

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