Ernest e Celestine

Ernest e Celestine
Se non disdegnate immergervi in mondi da fiaba (senza che siano simultaneamente classificabili come fantasy), vi consiglio senza remore Ernest e Celestine, film d’animazione ispirato dagli album di Gabrielle Vincent, e sceneggiato da Daniel Pennac. Il disegno ad acquerello è caldo e magico, e sorregge una storia di diversità che si apprezzano, nonostante l’opinione dei più. In un mondo di orsi e topi, un mondo in cui gli orsi vivono sopra, e i topi sotto, uscendo dalle loro tante quasi solo per rubare i denti caduti ai piccoli d’orso, Celestine decide di non avere paura, e fa amicizia con Ernest, un orso che vive da solo, goloso e alternativo, con il quale andrà a vivere. Due anime libere, con doti d’artista, che si ritroveranno contro entrambe le società, fino all’inevitabile lieto fine. Va ammesso che Ernest (in italiano con la bella voce di Claudio Bisio) non si fa problemi a fare il ladro (per fame svuota una pasticceria… e questo mi lascia un attimo perplesso quando si accenna in tribunale ad una contrapposizione tra ricchi e poveri), ma al di là di qualche mio dubbio specifico, tutto rimane nei canoni della favola con morale, in un contesto complessivo gradevole, divertente, e davvero godibile.

Rughe – Paco Roca

Rughe - Paco Roca

Rughe, pluripremiata opera dello spagnolo Francisco José Martínez Roca (più noto ai più come Paco Roca) mi è stata regalata qualche giorno fa, per il mio compleanno, ed è una di quelle graphic novel che ti rimangono un po’ dentro. Delicata ma ruvida, proposta con disegni dal tratto europeo e con colori vividi ma opachi, Rughe segue le vicende di Emilio (ex direttore di banca) che, soffrendo di Alzheimer, viene portato dal figlio in una struttura per anziani. Lì il rapporto con altri ospiti, alcuni dei quali con la stessa malattia, renderà il suo progressivo peggioramento una sorta di viaggio verso il nulla, comico e struggente insieme, dipingendo la disperazione, che si percepisce ma quasi non si vede, con i toni caldi dell’amicizia e dell’affetto. Poetico e impeccabile, da consigliare senza nessun dubbio.

Round² – Giordano Berselli

Round²
Se avete un dispositivo Android e vi è piaciuto Super Hexagon (o, perché no, anche il nostro Super Black Hole) e volete provare una bella variante – originale e “cattiva” (ovvero tutt’altro che facile) – mi permetto di consigliarvi Round² – bel progetto di tesi di Giordano Berselli, pubblicato sul PlayStore come OneLastTry Studios. Giordano Berselli, che ho avuto il piacere di avere tra gli studenti al mini corso sui videogiochi tenuto qualche mese fa a Modena, ha dato alla luce un gioco ben fatto, curato in tutti gli aspetti, con una meccanica semplice ma coinvolgente, che saprà tenervi incollati al vostro device per parecchio tempo. Il gioco è ancora in beta – ma se siete curiosi vi suggerisco di non aspettare a scaricarlo perché una volta terminato il periodo di fine tuning diventerà a pagamento. Ah, come sempre ricordatevi che un commento o qualche stellina sono il modo migliore per fare capire all’autore che il suo lavoro vi ha colpito (in un modo o nell’altro). I miei personali complimenti a Giordano, e in bocca al lupo per questo e per i suoi prossimi progetti.

Sound of my Voice

Sound of My Voice

Se non vi dispiace guardare film indipendenti, e il genere che sconfina tra la fantascienza e il thriller psicologico rientra nelle vostre corde, vi consiglio di dare una occhiata a “Sound of my Voice“, una realizzazione del 2011 scritta e diretta da Zal Batmanglij e Brit Marling che si è fatta apprezzare sia al Sundance Film Festival sia al SXSW Film Festival di quell’anno.

I protagonisti, Christopher Denham (visto in Argo) e Nicole Vicius, stanno cercando di fare un film documentario per esporre una strana setta segreta, che ruota intorno a Brit Marling (che ha spazio anche in The company you keep). Maggie (questo è l’alter ego nel film della Marling) dichiara di venire dal futuro e di stare selezionando un gruppo di persone per prepararle alle catastrofi che stanno per accadere, e vive nascosta in un luogo segreto a cui i seguaci vengono portati bendati, dopo un periodo di iniziazione esterno. I due sono riusciti ad infiltrarsi nel gruppo ma ora il contatto con la carismatica presunta time-traveller metterà in crisi le loro certezze, presentando allo spettatore un film lento ma ben strutturato, in cui l’aspetto psicologico e la tensione crescente sopperiscono senza problemi all’assoluta mancanza di effetti speciali.

Un finale non banale chiude bene una storia in cui comunque qualcosa lascia insoddisfatti – ma che fa ugualmente scattare l’applauso virtuale ai due sceneggiatori. Consigliato, se amate il genere.

The Bridge (US)

The Bridge (US)
Come capitato per l’ottimo The Killing, anche in questo caso gli States sono andati a saccheggiare le produzioni danesi recuperando una serie crime che in patria ha avuto parecchio successo: The Bridge. Il ponte (bridge) originale citato nel titolo è quello che separa la Danimarca dalla Svezia, mentre quello della FX unisce invece il Messico agli USA. Entrambe le serie iniziano con la scoperta di un cadavere esattamente a metà del ponte (un cadavere particolare, si scoprirà a breve) il che causerà una investigazione congiunta delle due (molto diverse) forze di polizia. Nella versione USA è divertente notare una certa italianità nel poliziotto messicano (Marco Ruiz), ma quello che credo sia l’elemento principale è la figura del detective Sonya Cross, disturbata e con evidenti problemi nelle relazioni interpersonali. Che dire? Se The Killing mi ha lasciato senza parole dalle primissime battute, per l’atmosfera e per i personaggi, in The Bridge la cosa non è proprio capitata. Sembra un bel telefilm, la storia sembra bella e articolata. Ma non mi ha colpito, con il pilot, né per l’originalità, né per l’ambientazione. Vedremo se i personaggi, e la sceneggiatura, saranno in grado di trasmettere quel qualcosa di indefinito che una serie crime deve avere per diventare cult.

Ayon – Marco Vallarino

Ayon - Marco Vallarinoayon.marcovallarino.it

Dopo l’ottimo successo ottenuto con Darkiss! Il bacio del vampiro, lo scrittore/giornalista Marco Vallarino torna a dare lustro alle avventure testuali con un interessante nuovo gioco, dedicato al mondo dei graffiti (già esplorato ne Il muro, bel romanzo giovanile proposto nel 2011), intitolato Ayon, e disponibile per il download gratuito dal prossimo lunedì. Conosco e stimo questo mio omonimo da parecchio tempo (ci siamo conosciuti anni fa grazie ad attività collegate a KULT Underground) e vi assicuro che se anche non siete già appassionati di questo tipologia di narrativa (il nome in inglese è Interactive Fiction) iniziare ad avvicinarsi a questo mondo con una delle sue opere è una scelta assolutamente corretta, perché tutte sono curate, ben strutturate ed intriganti. Vi allego comunque di seguito il comunicato stampa ufficiale, certo che riuscirà a suscitare anche in voi la curiosità che già mi sta divorando, in attesa di potere mettere le mani su questa nuova esperienza. Buon divertimento :-)

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Street Basket: One on One now on OUYA Store!

One on One (OUYA) - gameplay
Da oggi Street Basket: One on One è ufficialmente disponibile sull’OUYA Store. Si può giocare contro il computer oppure contro un amico (se avete due controller) ed è gratuto fino a cinque partite per sessione di gioco (per sbloccarlo in modo che questa limitazione non ci sia il costo è di 0.99c). Se vi piace ricordatevi di votarlo :-)

Hannibal

Hannibal
E alla fine ho ceduto ai tanti commenti positivi degli amici, e anche io ho guardato le prime puntate di Hannibal, serial TV prodotto da NBC, che si colloca come prequel dei film basati sui romanzi di Thomas Harris, con Hannibal Lechter come protagonista principale. Ho ceduto, convinto che mi sarei trovato di fronte a qualche di appena passabile, se non proprio imbarazzante, dopo aver visto che per il quasi equivalente Bates Motel avevano già fatto il miracolo, realizzando qualcosa di molto bello e intelligente. Intendo, era davvero possibile che da due classici dell’horror (Psycho e Il silenzio degli innocenti) potessero derivare DUE prequel, entrambi degni di essere guardati? Insomma, anche il più ottuso dei bookmaker avrebbe detto che questa doppia coppia non poteva avere grosse possibilità di uscire.

E invece devo ammettere che gli amici avevano ragione, e che la mia titubanza era completamente ingiustificata. Hannibal è un telefilm da non perdere (chiaro, se si ama il genere, perché qui di sangue ne scorre parecchio, e non siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda neppure di Dexter) che segue la bella progressione dell’agente speciale Will Graham (interpretato da Hugh Dancy), e del suo rapporto con il dottor Hannibal Lechter (che qui ha gli occhi di ghiaccio di Mads Mikkelsen – perfettamente nella parte). Pochi i volti a me noti (unica grossa eccezione Laurence Fishburne di Matrix nei panni del capo di Graham) ma tutto il cast è di alto livello, e contribuisce non poco a rendere l’atmosfera di questa produzione cupa ma affascinante.

Ah, giusto per informazione, sappiate che questa prima stagione con tredici puntate sarà seguita (almeno) da una seconda, la cui realizzazione inizierà in agosto.

Gunslugs – OrangePixel (OUYA)

Gunslugs
Mentre sto per finire l’ottimo ShadowGun continuo a dare una occhiata alle tante presenze sull’OUYA Store – trovando di tanto in tanto qualche gioco davvero bello e divertente. Tra le cose che ho provato ieri e che mi hanno colpito ci tengo a segnalare un bel platform game – caotico, frenetico, folle, e con una notevole colonna sonora – realizzato da OrangePixel (di cui avevo già parlato in passato): GunSlugs. Sì, grafica minimale (oggi diremmo a 8bit), ma è tutto fatto così bene che dubito possa risultare indigesta anche a chi non trova di norma magia in questo retrostyle. Da provare, assolutamente.

Dangerous Book for Boys

Manuale delle Giovani Marmotte (3)
Anche se non so ancora nulla di quando e dove andrò in ferie e di cosa farò (quando ci sarò), i pochissimi giorni di un weekend lungo in Trentino mi hanno fatto tornare alla memoria le estati passate nella casa di montagna di mia mamma, e le tante ore trascorse all’aperto a giocare con tutto quello che capitava a tiro. E la lettura (attenta e interessata) dei volumi migliori della (poca) saggistica che ho apprezzato nella mia vita: I Manuali delle Giovani Marmotte. Read more »

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