
I’ve had the pleasure to meet Alessio “Alec” Gallerani during Modena Fantasy 2010, and I started to follow his work after that (he was already a well-known author before that date), appreciating his skills with storyline and his passion for page turning plots, often enriched with irony or smart dialogues. So I was quite interested in his first publication in English language, a small novel (more or less 95 pages), called Massacre in the Dark Forest. An earlier work, called Lituania when published for Italian market, translated by David Haughton, that, for my limited ability to assert such thing, did a really great work, recreating Gallerani atmospheres, but adding that english flavor to narration one would expect to find in this kind of literary gender.
This is the synopsis of the book:
216 A.D. is the year of Rome’s dramatic defeat by Hannibal at the Battle of Cannae. In the same year, in the Litana Forest, in the Po Valley: Rome faces another “problem”…
We’re in 216 A.D., but we’re also in the present day. In a small village in the Po Valley, not far from Bologna, Laura possesses a rare ability: by simply touching an object she can summon up its distant past from the mists of time. Every night she is assailed by horrendous nightmares. Her gift only brings her anguish, which is why she doesn’t want to use it.
Gianrico, her ex-lover, a penniless archeologist, immerses himself in his work partly in an attempt to forget her, but deep down he is unable to resign himself to losing her. In a different time-span, but in the same place, a terrible violence unfolds: a massacre in the dark depths of a forest.
An epic battle, over which history has drawn the veil of “damnatio memoriae”, its only trace a brief passing mention by Livy. A tragedy in the LITANA FOREST, whose distant echo brings horror to the present…
If you want, you can buy this ebook on Amazon.com.
Come probabilmente molto di voi sanno già, Millennio di Fuoco (il nuovo libro di Cecilia Randall) sta per arrivare nelle librerie (la data ufficiale di uscita è il 15 ottobre). Forse meno noto è però che questa volta la prima presentazione avverrà a pochissimi giorni dall’uscita, facendo sì che abbiate modo già il 23 ottobre di sentire parlare dal vivo l’autrice di questa sua nuova fatica letteraria (prima parte di un ciclo di due romanzi).
L’incontro, che si terrà alle ore 21 all’interno della Libreria Mondadori del Cinema Victoria di Modena, sarà moderato dal sottoscritto :-)

Rughe, pluripremiata opera dello spagnolo Francisco José Martínez Roca (più noto ai più come Paco Roca) mi è stata regalata qualche giorno fa, per il mio compleanno, ed è una di quelle graphic novel che ti rimangono un po’ dentro. Delicata ma ruvida, proposta con disegni dal tratto europeo e con colori vividi ma opachi, Rughe segue le vicende di Emilio (ex direttore di banca) che, soffrendo di Alzheimer, viene portato dal figlio in una struttura per anziani. Lì il rapporto con altri ospiti, alcuni dei quali con la stessa malattia, renderà il suo progressivo peggioramento una sorta di viaggio verso il nulla, comico e struggente insieme, dipingendo la disperazione, che si percepisce ma quasi non si vede, con i toni caldi dell’amicizia e dell’affetto. Poetico e impeccabile, da consigliare senza nessun dubbio.
ayon.marcovallarino.it
Dopo l’ottimo successo ottenuto con Darkiss! Il bacio del vampiro, lo scrittore/giornalista Marco Vallarino torna a dare lustro alle avventure testuali con un interessante nuovo gioco, dedicato al mondo dei graffiti (già esplorato ne Il muro, bel romanzo giovanile proposto nel 2011), intitolato Ayon, e disponibile per il download gratuito dal prossimo lunedì. Conosco e stimo questo mio omonimo da parecchio tempo (ci siamo conosciuti anni fa grazie ad attività collegate a KULT Underground) e vi assicuro che se anche non siete già appassionati di questo tipologia di narrativa (il nome in inglese è Interactive Fiction) iniziare ad avvicinarsi a questo mondo con una delle sue opere è una scelta assolutamente corretta, perché tutte sono curate, ben strutturate ed intriganti. Vi allego comunque di seguito il comunicato stampa ufficiale, certo che riuscirà a suscitare anche in voi la curiosità che già mi sta divorando, in attesa di potere mettere le mani su questa nuova esperienza. Buon divertimento :-)
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Anche se non so ancora nulla di quando e dove andrò in ferie e di cosa farò (quando ci sarò), i pochissimi giorni di un weekend lungo in Trentino mi hanno fatto tornare alla memoria le estati passate nella casa di montagna di mia mamma, e le tante ore trascorse all’aperto a giocare con tutto quello che capitava a tiro. E la lettura (attenta e interessata) dei volumi migliori della (poca) saggistica che ho apprezzato nella mia vita: I Manuali delle Giovani Marmotte. Read more »

Anche se apprezzo molto Ken Follett, come tanti, davanti a quel capolavoro che è I Pilastri della Terra mi sono chiesto se fosse davvero opera sua (o completamente opera sua) tenendo conto del grosso salto che c’è tra quel romanzo e tanta della sua pur ottima produzione precedente. Poi, in questi giorni, complice uno sconto particolarmente interessante su Amazon, ho comprato in digitale Il martello dell’Eden. E, dopo avere iniziato la lettura, mi sono di nuovo chiesto se anche questa sia davvero opera sua. Ma, in questo caso, per il motivo OPPOSTO. Come può lo stesso autore di tanti altri libri memorabili avere scritto una cosa del genere? Con personaggi abbastanza improbabili, spinti da motivi improbabili, e descritti nelle loro ancora più improbabili elucubrazioni? Read more »

Tra i pochi libri di Stephen King che ho avuto problemi a finire (e che quindi ho reiniziato più volte a leggere a distanza di tempo) solo Il Gioco di Gerald era stato interrotto perché, ad una prima lettura, la trama mi era sembrata poco interessante. Linsdey’s Story e Rose Madder mi avevano invece colpito subito, ma, vuoi per lo specifico periodo troppo impegnato e la loro lunghezza, vuoi per la scelta di affrontarli come tascabili in inglese, alla fine erano stati riposti nella libreria con solo un terzo delle pagine sfogliate. Read more »

Mi avevano parlato di questo romanzo di Robert Bloch (che avevo apprezzato per la sua produzione di racconti ancor prima di sapere che fosse l’autore di Psycho) ai tempi della mia sceneggiatura per un fumetto proposto da Il Professor Rantolo, intitolato Jack the Ripper. E in questo weekend ho avuto modo di scoprire in cosa le due storie in effetti si assomigliassero.
Chiaro, la similitudine tra quest’opera e le mie poche pagine è limitata, in modo parziale, all’identità del famoso serial killer, ma mentre nel mio caso questo è poco più di un espediente per un colpo di scena, nell’opera di questo importante autore americano tutto si innesta, pur nell’invenzione narrativa, in una accurata ricerca storica che porta ad una interessante ricostruzione di quei mesi di terrore.
Una parte della critica recente mi sembra non considerare comunque questo libro particolarmente importante, e ammetto che la stesura non mi è sembrata, facendo confronti con altro dello stesso autore, così brillante o equilibrata, ma credo che sia un qualcosa da leggere ugualmente (se vi piace il tema e/o il genere) perché la Londra proposta risulta comunque vivida e reale, ed è un gradevole ripercorrere delle varie teorie di cui abbiamo più volte sentito parlare. Belli poi i camei dei tanti personaggi dell’epoca (Doyle, Wilde, Shaw, giusto per citarne alcuni) ai quali ha regalato un capitolo, e interessante lo studio sui modi di dire della Londra del 1888.

Anche se in Italia il libro è uscito solo in edizione rilegata, ad un prezzo non proprio basso (e questo vanifica un po’ l’operazione del Re, che ha deciso di farlo uscire in casa SOLO in paperback – tagliando fuori per ora il digitale – per motivi che potete trovare in rete), e se anche la (bella) copertina non riprende lo spirito di quella originale, non avete scuse per non comprare questo nuovo romanzo di Stephen King. Non “se amate il genere” (qui, tra l’altro, nonostante una spruzzata di soprannaturalem la classificazione ufficiale è giustamente Hard Crime e non Horror), ma “se amate la bella letteratura”. Non dico “buona”, o “alta”, perché per molte persone le opere di King non si possono definire così a priori (non è il mio pensiero), ma “bella”. Perché, per l’ennesima volta, personaggi e ambientazione sono splendidi. E il tutto regge, egregiamente, fino alla fine, compresa la fine. Read more »

Con colpevole ritardo mi aggiungo alla lista dei tanti che festeggiano il numero 3000 di Topolino. Un numero che a me fa un po’ impressione – tenendo conto che (sparsi ormai su due case, quella dei miei e quella dove vivo ora) ho tutti i numeri dal 1200 in poi senza “buchi” e varie centinaio di numeri, non tutti consecutivi, tra il 700 e il 1200. 1800 numeri almeno quindi, che significano 1800 SETTIMANE da lettore – da quando, bimbo, ho iniziato a riempire uno scaffale che ora è sulla testa di mio fratello (intendo, di fianco al letto dove dorme, non sulla testa davvero – lo specifico, che poi non si sa mai) aggiungendo strati su strati di fumetti dalla costola gialla, che sono passati da Mondadori a Disney e che ora, sembra stanno per passare sotto l’egida della (modenese!) Panini.
Ammetto che è un dei pochi numeri che NON sono riuscito a finire di leggere in una sola sessione, ma questa volta SOLO per l’enorme numero di storie (enorme, paragonato al solito), la maggior parte delle quali, come è spesso prassi, di qualità. E ammetto anche che, mentre non ricordo il 2500, ho un ricordo “normale” del numero 2000 – ho ben presente il numero 1500 – con Topolino vestito in modo classico, con cappello e asta da parata, che sbalza sulla sovracopertina di latta che temo di avere smarrito da un bel po’. E ora inizia l’attesa per il 3500.